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Categoria: Umbria Cultura

Luoghi della cultura in Umbria: musei, chiese, oratori

  • Arte E Musei A Perugia – Le Collezioni Da Non Perdere

    Introduzione

    Un panorama culturale ricco

    Perugia, capoluogo della regione Umbria, si distingue per la sua straordinaria eredità storica e artistica. La città ospita un numero significativo di musei e gallerie che custodiscono collezioni di grande valore. Tra questi, il Museo Nazionale dell’Umbria si presenta come un must, con opere che abbracciano secoli di arte, dal Medioevo al Rinascimento. Qui si possono ammirare capolavori di artisti come Piero della Francesca e Perugino, il maestro di Raffaello. La varietà delle opere esposte rivela non solo l’importanza di Perugia nel panorama artistico italiano, ma anche un contesto culturale che ha influenzato l’arte europea.

    L’importanza delle collezioni

    Accanto al Museo Nazionale, il Porta Sole Museum rappresenta un altro punto d’interesse per coloro che desiderano esplorare la storia della città. Le collezioni non solo includono dipinti e sculture, ma anche reperti archeologici che risalgono all’epoca etrusca. La presenza di questi oggetti storici consente ai visitatori di comprendere le radici profonde di Perugia e il suo ruolo strategico nel passato. Le collezioni di musei, quindi, non sono solo una celebrazione di arte e cultura, ma una porta aperta sull’identità collettiva del territorio.

    L’Anima di Perugia: Musei Imperdibili

    Galleria Nazionale dell’Umbria: Tesori Artistici da Scoprire

    All’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria, visitatori si sentono trasportati in un viaggio attraverso i secoli, grazie a una collezione che spazia dal periodo medievale fino al Rinascimento. I capolavori di artisti come Perugino, Pinturicchio, e Guido Reni catturano l’attenzione, ma è il polittico di San Bernardino ad attirare il grosso dell’attenzione, rivelando l’elevata maestria della pittura umbra. La galleria, situata nel Palazzo dei Priori, offre anche esposizioni temporanee che rendono ogni visita unica e affascinante.

    Proseguendo, i visitatori possono ammirare opere come il San Giovanni Battista di Raffaello, che testimonia l’influenza del maestro sulle generazioni successive. La cura con cui sono esposte le opere e l’architettura storica che le ospita creano un’atmosfera imponente, invitando ognuno a riflettere sull’importanza dell’arte nella storia di Perugia.

    Museo Archeologico Nazionale: Un Viaggio nel Passato di Perugia

    Il Museo Archeologico Nazionale offre un’affascinante panoramica sulla storia antica di Perugia, con reperti che risalgono all’Etrusca e Romana. Trovandosi nel cuore della città, il museo mette in luce l’importanza della civiltà etrusca, con reperti come le celebri cisterne etrusche e un vasto assortimento di ceramiche e sculture che parlano di un’epoca di grande raffinatezza. L’unità della collezione è tale che il visitatore può apprezzare l’evoluzione culturale della regione negli ultimi millenni.

    Presentando anche una selezione di oggetti romani, il museo riesce a collegare le origini etrusche con il periodo imperiale, evidenziando come diversi popoli abbiano influenzato la cultura locale. Le guide esperte forniscono ulteriori dettagli storici e contestuali, rendendo la visita un’opportunità imperdibile per chi desidera approfondire le radici storiche della città.

    Oltre alla collezione permanente, il Museo Archeologico Nazionale organizza eventi e mostre temporanee dedicate a temi specifici della storia antica, permettendo di approfondire ulteriormente la vasta eredità culturale di Perugia. Le collezioni, che includono anche strumenti musicali e oggetti quotidiani, offrono una visione completa delle vite degli antichi perugini, catturando l’immaginazione di tutti coloro che vi pongono piede.

    Collezioni Inestimabili: I Capolavori da Non Perdere

    La città di Perugia offre una varietà di collezioni inestimabili che attirano collezionisti e appassionati d’arte. I suoi musei ospitano opere di artisti di fama mondiale, rendendo imperdibile una visita. Le collezioni permanenti offrono un viaggio attraverso diversi periodi storici, dal Medioevo al Rinascimento, fino al Barocco, rivelando la ricchezza culturale di questa regione.

    Caravaggio e il Barocco: La Luce e l’Ombra nella Pittura

    La figura di Caravaggio rappresenta una svolta fondamentale nella storia della pittura barocca. La sua tecnica di chiaroscuro ha influenzato non solo i suoi contemporanei, ma ha anche lasciato un’eredità duratura nel mondo dell’arte. I dipinti che si possono ammirare a Perugia, tra cui opere che riproducono le sue straordinarie capacità nel manipolare la luce e l’ombra, dimostrano il potere emozionale della sua arte.

    Alle Gallerie Nazionali dell’Umbria, i visitatori possono ammirare la maestria di Caravaggio attraverso opere che esemplificano la sua innovativa rappresentazione del reale. La luce diventa un elemento narrativo, capace di trasmettere non solo l’atmosfera, ma anche l’intensità emotiva dei soggetti. Questo approccio unico ha dato vita a una nuova forma di espressione artistica che sfida le convenzioni precedenti.

    Perugia e il Rinascimento: L’Eredità di Piero della Francesca

    Piero della Francesca ha avuto un ruolo cruciale nel Rinascimento, e la sua influenza è palpabile a Perugia. La città ospita alcune delle opere più significative dell’artista, che si distinguono per la loro composizione geometrica e l’uso innovativo della prospettiva. Attraverso i suoi dipinti, Piero ha saputo catturare l’essenza dell’umanità, trasformando l’esperienza artistica in uno strumento di riflessione profonda.

    Le opere di Piero, come il celebre “Blandus” e i polittici, presentano una straordinaria armonia tra forma e colore, facendo di lui uno dei pionieri del Rinascimento. Le sue tecniche di sfumatura e l’uso di toni delicati nei suoi dipinti hanno conferito una nuova dimensione all’espressione artistica, e il suo impatto su Perugia può essere esplorato attraverso le diverse collezioni della città, che ospitano opere preservate con meticolosità nel tempo.

    Arte Contemporanea: Dove la Tradizione Incontra l’Innovazione

    Perugia rappresenta un crocevia intrigante tra tradizione e innovazione nell’arte contemporanea, abbracciando correnti moderne che si intrecciano con una storia artistica secolare. Artisti locali e internazionali si ritrovano a esplorare nuove forme espressive, riflettendo su temi attuali attraverso linguaggi visivi che sfidano il convenzionale. La città offre un panorama ricco di gallerie, eventi e festival che rendono visibili tali dinamiche, rendendo l’arte un elemento vivo e pulsante della comunità.

    Questa interazione tra l’antico e il moderno è palpabile nelle opere esposte, dove le installazioni spiccano per originalità, e le performance coinvolgono il pubblico in un dialogo profondo e suggestivo. La dimensione temporale e spaziale dell’arte contemporanea invita i visitatori a riflettere su questioni esistenziali, sociali e culturali, creando un ponte tra il passato e il presente, che in Perugia assume una forma unica e profondamente radicata.

    Galleria d’Arte Moderna: Riflessioni nel Tempo

    La Galleria d’Arte Moderna di Perugia custodisce importanti opere del ‘900, mettendo in luce artisti che hanno segnato la storia dell’arte italiana. I visitatori possono ammirare una selezione di dipinti, sculture e opere grafiche che raccontano le evoluzioni stilistiche del secolo scorso, dalla metafisica al futurismo. Le esposizioni sono curate in modo da offrire non solo una visione panoramica, ma anche approfondimenti su movimenti specifici, permettendo una fruizione appassionante e consapevole dell’arte moderna.

    Le installazioni temporanee arricchiscono ulteriormente l’esperienza, permettendo incontri con artisti contemporanei che reinterpretano il patrimonio locale in chiave moderna. Eventi di arte viva si svolgono regolarmente, invitando la comunità a partecipare attivamente alla riflessione sull’arte. La galleria non è solo uno spazio espositivo, ma una vera e propria piattaforma di dialogo tra il pubblico e l’arte.

    Installazioni e Performance: L’Avanguardia in Perugia

    Le installazioni e le performance a Perugia combinano creatività e innovazione, costituendo un vero e proprio laboratorio per artisti avanguardisti. Attraverso l’uso di materiali inusuali e tecniche sperimentali, gli artisti rompono le barriere tradizionali, creando esperienze immersive che coinvolgono i sensi e stimolano la mente. Multipli eventi di questo tipo, come il Festival Internazionale del Fumetto o rassegne di arte performativa, attirano talenti emergenti e noti, contribuendo a una crescente reputazione della città nell’ambito dell’arte contemporanea.

    Questo segmento dell’arte contemporanea a Perugia si distingue per la sua capacità di affrontare temi sociali e ambientali, spesso attraverso opere site-specific che riflettono la storia e la cultura del luogo. Le performance coinvolgono attivamente il pubblico, invitando a riflettere su questioni attuali e a partecipare a un’esperienza artistica che va oltre la semplice osservazione. La fusione delle diverse discipline artistiche arricchisce ulteriormente il panorama culturale, rendendo Perugia un punto di riferimento chiave per l’arte contemporanea in Italia.

    Eventi Culturali e Mostre Temporanee: Un’Occasione da Non Perdere

    La Settimana della Cultura: Celebrazioni e Attività

    Durante la Settimana della Cultura, Perugia si trasforma in un vivace centro di attività artistiche, dove cittadini e turisti possono immergersi nella ricchezza culturale della città. Le celebrazioni includono una serie di eventi che spaziano da visite guidate gratuite a musei, a laboratori creativi per tutte le età. Questo periodo rappresenta una straordinaria occasione per scoprire opere significative, comprendere meglio il patrimonio storico e partecipare ad eventi interattivi che stimolano la creatività.

    Le istituzioni culturali collaborano per offrire un programma variegato, tra cui conferenze tenute da esperti e performance artistiche dal vivo, che coinvolgono la comunità locale. Quest’anno, la settimana è arricchita da una speciale mostra retrospettiva dedicata a un artista perugino del XX secolo, permettendo così ai partecipanti di esplorare l’evoluzione dell’arte nella regione.

    Esposizioni Temporanee: I Prossimi Appuntamenti da Seguire

    Le esposizioni temporanee che si svolgeranno a Perugia nei prossimi mesi promettono di essere un vero e proprio spettacolo visivo e un’opportunità di approfondimento. Fra gli eventi in programma, spicca una mostra dedicata all’arte cinetica, in cui saranno esposti lavori di artisti contemporanei che esplorano il movimento e la percezione visiva. Un’altra esposizione offrirà una rassegna di fotografie storiche che documentano la vita quotidiana a Perugia nel corso dei secoli, piccole finestre aperte su un passato affascinante.

    In aggiunta, una sezione particolare sarà dedicata agli artisti emergenti della regione, offrendo loro la possibilità di farsi conoscere in un contesto prestigioso. Tutti gli eventi saranno accompagnati da attività didattiche per coinvolgere il pubblico e stimolare la riflessione sull’interazione tra arte e comunità. Questa serie di esposizioni non solo valorizza il patrimonio artistico della città, ma incoraggia anche un dialogo attivo tra artisti e visitatori.

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    L’Esperienza del Visitante: Come Pianificare la Tua Visita

    Organizzare una visita a Perugia richiede attenzione ai dettagli. È fondamentale avere a disposizione un itinerario accurato che includa i musei più importanti, le loro collezioni e le mostre temporanee in corso. Alcuni spazi espositivi, come la Galleria Nazionale dell’Umbria e il Museo Archeologico, offrono aperture diverse durante la settimana, quindi è consigliabile controllare gli orari di apertura ufficiali prima di pianificare la giornata. Anche la mappa dei musei è utile per orientarsi facilmente nel centro storico, che è ricco di punti di interesse da non perdere.

    Mappa dei Musei e Orari di Apertura: Essenziali per il Tuo Itinerario

    La mappa dei musei di Perugia presenta le principali attrazioni culturali in una disposizione che facilita la visita. I visitatori possono trovare facilmente le informazioni su quali musei sono più vicini l’uno all’altro, ottimizzando così il tempo a disposizione. È consigliabile iniziare dal Museo di Storia Naturale e poi spostarsi verso le gallerie più rinomate.

    Gli orari di apertura possono variare in base alla stagione; pertanto, è raccomandato verificare sempre i siti ufficiali prima di partire. Molti musei hanno aperture serali in determinati periodi dell’anno, offrendo un’esperienza unica per ammirare le opere d’arte in un’atmosfera meno affollata.

    Suggerimenti per una Visita Indimenticabile: Cosa Portare e Come Muoversi

    Un’ottima pianificazione prevede di portare con sé alcuni elementi indispensabili, come una bottiglia d’acqua, una giacca leggera per i musei con aria condizionata e una mappa cartacea in caso di poca connessione internet. Muoversi a piedi è il modo migliore per esplorare Perugia, grazie alle sue strade storiche e ai vicoli caratteristici.

    Per rendere la visita ancora più memorabile, si consiglia di indossare scarpe comode e di prendere nota delle mostre in corso per un’esperienza museale più profonda. Utilizzare i mezzi pubblici, come i minibus che collegano le diverse aree della città, può facilitare gli spostamenti e garantire un uso ottimale del tempo a disposizione.

    Parole Finali

    Riflessioni sui tesori culturali

    La città di Perugia si rivela un vero e proprio scrigno di tesori artistici e storici, prendendo vita attraverso le sue collezioni uniche. Tra i musei visitati, la Galleria Nazionale dell’Umbria si distingue per le sue opere di artisti come Piero della Francesca e Perugino. Queste collezioni non solo arricchiscono il patrimonio culturale locale, ma offrono anche un’opportunità per comprendere l’evoluzione dell’arte nel contesto europeo. Le visite a queste istituzioni, caratterizzate da una curatela attenta, permettono di cogliere la bellezza e l’importanza del patrimonio storico di Perugia.

    Un invito alla scoperta

    Attraverso l’esplorazione dei musei e delle gallerie, si presenta la possibilità di immergersi nella storia e nella cultura di una città che ha tanto da offrire. Le collezioni permanenti, unite alle mostre temporanee, creano un dialogo vivo tra passato e presente, invitando il visitatore a riflettere sull’influenza dell’arte nella vita quotidiana. Alla luce di queste scoperte, ognuno può trarre ispirazione da Perugia, portando a casa non solo immagini, ma anche un’emozione che si rinvigorisce ad ogni visita.

    FAQ

    Q: Quali sono le principali collezioni d’arte a Perugia?

    A: A Perugia, sono da non perdere le collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria, che ospita opere di artisti come Perugino e Pinturicchio, e il Museo Archeologico Nazionale, con reperti etruschi e romani.

    Q: Qual è il periodo migliore per visitare i musei a Perugia?

    A: Il periodo migliore per visitare i musei a Perugia è durante la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e le folle di turisti sono meno numerose.

    Q: Ci sono eventi speciali nei musei di Perugia?

    A: Sì, molti musei di Perugia offrono eventi speciali come mostre temporanee, conferenze e laboratori artistici. È consigliato controllare il sito web ufficiale dei musei per le ultime notizie.

    Q: Come posso accedere alle collezioni artistiche senza spendere troppo?

    A: Molti musei a Perugia offrono ingressi gratuiti in determinati giorni o sconti per studenti e gruppi. È utile informarsi in anticipo sulle politiche di ingresso dei vari musei.

    Q: Quali musei a Perugia sono adatti a famiglie con bambini?

    A: Il Museo della Scienza e il Museo del Giocattolo sono particolarmente adatti per le famiglie, offrendo attività interattive e percorsi didattici che coinvolgono i bambini.

  • Villaggio di Nera Montoro – Narni: informazioni pratiche e mappa tematica

    Villaggio di Nera Montoro – Strada del Villaggio – 5035 Narni
    Tipo: Archeologia industriale | Villaggio operaio

    Apertura:

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    Il villaggio operaio è posto su un colle a una quota intermedia tra l’area industrializzata e l’abitato di Montoro e rappresenta un mondo a sé stante immerso nel verde. Vi si accede mediante un’apposita strada che si inserisce sulla Narni-Orte all’altezza dell’ingresso dello stabilimento. Il villaggio sorse per far fronte alla necessità da parte della Terni Società per l’Industria e l’Elettricità di disponibilità fissa, in loco, della manodopera impegnata nello stabilimento elettrochimico di Nera Montoro. Così nel 1930 venne avviata la costruzione del villaggio, ultimato nel 1931. Complessivamente comprendeva 14 costruzioni residenziali, per un totale di 41 appartamenti e tre edifici per i servizi. Nel 1937 venne aggiunta la chiesa e da allora non ha subito modificazioni sostanziali fino all’ultimo quarto del ‘900, quando il complesso è stato inglobato a nord da un insediamento per lo più di edilizia minore che complica la lettura visiva dell’insieme dell’intervento edilizio originario. Il complesso presentava un carattere agreste, in accordo con una filosofia padronale che voleva che l’operaio vivesse in campagna ma nei pressi dello stabilimento, in modo da poter integrare il reddito con i prodotti della terra. Come in altre esperienze italiane le unità abitative si presentavano come villette. Avevano ingresso autonomo, erano circondate da un’area verde di pertinenza con orto e lavatoio delimitata da una recinzione e mostravano una certa cura formale, benché frutto di tecniche semplici e dunque economiche, come fasce intonacate di diversa intensità e ornamentazione plastica prodotta in serie. Notevole risultava la piscina, manifesto delle molteplici possibilità di impiego del cemento armato (trampolino) e applicazione della produzione industriale in serie all’industrial design (panchine e recinzioni sagomate). Purtroppo molti degli elementi che caratterizzavano e uniformavano il complesso sono stati pesantemente compromessi dagli interventi di ammodernamento degli immobili operati nel corso del tempo per lo più dai singoli proprietari.

    Mappa Villaggio di Nera Montoro

  • Fornace di laterizi di Morgnano – Spoleto: informazioni pratiche e mappa tematica

    Fornace di laterizi di Morgnano – Frazione S. Croce – 6049 Spoleto
    Tipo: Archeologia industriale | Cava/miniera | Fornace | Impianto industriale

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    Il complesso industriale era sistemato in posizione collinare in ambiente rurale e interessava un’area di circa 7.300 mq e 12 corpidi fabbrica.

    La Fornace di Morgnano fu costruita agli inizi del ‘900 per volontà della società Terni, concessionaria del bacino lignifero di Spoleto (concentrato nelle località di Morgnano e di Sant’Angelo di Mercole), per aumentare la redditività delle miniere e razionalizzarne lo sfruttamento. Infatti le operazioni di vaglio della lignite immediatamente successive alla sua estrazione comportavano una perdita di polvere di lignite, che veniva impiegata nella fabbrica di laterizi come combustibile. Inoltre le argille che provenivano dalle gallerie sterili della miniera venivano usate come materia prima. I laterizi erano prodotti ad uso interno della stessa società Terni (miniere, opere idrauliche e centrali) e il resto venduto in zona. La chiusura delle miniere nel 1961 per la scarsa competitività della lignite sul mercato del combustibile causò anche la fine delle attività della fornace. Il sito industriale riprese la sua attività pochi mesi più tardi con la Società Industre Laterizi Spoletine, produttrice di materiali da costruzione. Il sito nel 1977 fu acquistato da Giovanni Petrini che vi istallò una fabbrica di confezioni di maglieria intima. Nei primi anni ’80 la famiglia Petroni ha ristrutturato il nucleo centrale della fornace,”reimpiegandolo nelle attività produttive fino alla chiusura nel 2012.

    Mappa Fornace di laterizi di Morgnano

  • Teatro Clitunno – Trevi: informazioni pratiche e mappa tematica

    Teatro Clitunno – Piazza del teatro – 6039 Trevi
    Tipo: Teatro

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    Il teatro Clitunno sorge nell’omonima piazza all’interno centro storico di Trevi.
    Il teatro merita sicuramente una visita sia per l’eleganza delle decorazioni interne, eseguite su disegno di Domenico Bruschi e per il sipario, dello stesso artista, sia per le rappresentazioni che periodicamente vi vengono allestite all’interno.
    L’attuale teatro Clitunno di Trevi venne costruito, su progetto di Domenico Mollaioli, in sostituzione dell’ormai impraticabile vecchio teatro Clitunno, ospitato all’interno del palazzo comunale fin dal XVII secolo.
    I lavori iniziarono nel 1874 e vennero portati a termine con i fondi forniti dal comune cittadino e dai privati, che si assicuravano così per la propria famiglia un palchetto privato durante gli spettacoli.
    Il sipario, firmato e datato 1877, venne dipinto dal pittore Domenico Bruschi e rappresenta l’Imperatore Caligola che offre sacrifici al dio Clitunno.
    Sui suoi disegni furono eseguite anche le decorazioni del soffitto, delle impalcate e del boccascena. Finalmente, nel 1877, l’edificio poté essere inaugurato con la rappresentazione della “Maria di Rohan” di Donizetti.
    Per circa un secolo il teatro Clitunno è stato il centro delle attività culturali, ricreative e sociali fino a quando, nel 1955, con leggere modifiche, è stato trasformato in cinema.
    Da qui iniziò un lento declino delle sale cinematografiche che venne tuttavia fermato dal complessivo progetto di recupero dell’edificio portato avanti, negli anni tra il 1987 ed il 1993, dal Comune di Trevi.
    Dal punto di vista architettonico il grazioso teatro è strutturato in due ordini di ordini di palchi con un loggione per una capienza complessiva di 220 spettatori.

    Mappa Teatro Clitunno

  • Teatro La Sapienza – Perugia: informazioni pratiche e mappa tematica

    Teatro La Sapienza – Via della Sapienza – 6121 Perugia
    Tipo: Teatro

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    Nella seconda metà del `700, fra i nove teatri perugini, quello della Sapienza Vecchia assunse nome e ruolo di Teatro Nazionale dell’Accademia di Belle Lettere ed Arti, distinguendosi per un nutrito repertorio annuale di opere italiane e straniere, in musica e in prosa.
    Ospitato nel monumentale edificio della Sapienza (1362, primo collegio universitario in Italia), ospitò forse la prima recita del piccolo Carlo Goldoni – al seguito del padre, medico d’una nobile famiglia perugina – nei panni di Mirandolina. Nella prima metà dell”800 fu ristrutturato, con l’erezione di un nuovo fabbricato sul lato settentrionale, per ospitare l’ampio palcoscenico il cui apparato scenotecnico riproduceva, in piccolo, la tipologia di grandi teatri lirici come La Scala di Milano.
    Fu costruita un’elegante galleria ed approntato un impianto d’illuminazione a gas. Per la decorazione della sala e della contigua Sala Rossa furono chiamati i pittori perugini Lemmo Rossi Scotti e Matteo Tassi.

    Mappa Teatro La Sapienza

  • Castello di Alviano – Alviano: informazioni pratiche e mappa tematica

    Castello di Alviano – Piazza Bartolomeo d’Alviano – 5020 Alviano
    Tipo: Edificio

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    Il castello situato su un’altura alla sinistra del Tevere, tra Orvieto ed Amelia, è all’origine dello sviluppo del nucleo urbano del Comune di Alviano. La costruzione del castello segue la morfologia del luogo che ne determina una forma trapezoidale. Si sviluppa su tre piani, più attico, ed è circondato da una cinta muraria con quattro torri d’angolo. All’ingresso del castello il leone della gogna e una testa di medusa, posti sulla facciata, stanno a simboleggiare il feudo degli Alviano. Il castello infatti fu voluto dal conte Offredo nel 996, capostipite dalla famiglia Alviano, famiglia che assunse sul territorio cariche sempre più importanti e tenne il castello fino al 1308, quando fu cacciata dai ghibellini amerini. Il maniero ritornò in possesso della famiglia grazie a Francesco d’Alviano che ne fece la propria residenza, ma venne distrutto dai Chiaravalle e la sua ricostruzione, avvenuta nel 1495, si deve al figlio Bartolomeo. La nuova struttura venne edificata come una sontuosa residenza baronale, con alcune sale decorate da Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone. Essendo Bartolomeo un architetto militare, si premunì di equipaggiare la struttura di corpi di difesa nei punti strategici, seguendo le regole dell’architettura militare ideata da Leon Battista Alberti. Nel 1500 il figlio Bernardino, esperto fonditore, trasformò la fortezza in una fonderia di cannoni tra le più importanti dell’Umbria. Per mancanza di eredi maschi, nel 1543, gli Alviano persero il feudo e cambiarono il loro nome in Liviani. Da quel momento il castello ha perso la sua importanza militare e da allora ha avuto diversi proprietari, partendo dal marchese Raimondy di Genova per diventare, nel Seicento, di proprietà di donna Olimpia Maidalchini, sposa di Panfilio Pamphilj, ed infine, per discendenza, nel 1816 fu ereditata dal principe don Andrea II Doria Pamphilj Landi. La fortezza è in puro stile rinascimentale caratterizzata dal bel cortile interno con doppio loggiato su cui affacciano numerosi ambienti di pregio. Tra questi la cappella di San Francesco con una serie di affreschi del Seicento, di buona fattura, che possono essere considerati come una sorta di memoria visiva della storia di Alviano. Nella cappella è raffigurato anche il miracolo di san Francesco e le rondini, avvenuto nel 1212 proprio ad Alviano “…si puose a predicare comandando prima alle rondini che cantavano che tenessero silenzio…” (Fioretti), è presente anche il volto di Donna Olimpia, la committente di quegli affreschi. Ancora oggi il castello, sapientemente restaurato, è il fulcro della vita cittadina: il piano nobile ospita il municipio; al piano terra si trova il Centro di Documentazione audiovisiva sull’Oasi di Alviano, oltre a un centro convegni moderno e attrezzato; nei sotterranei vi sono mostre permanenti di arte moderna e il museo della Civiltà Contadina, che conta oltre mille oggetti. Di recente, proprio in onore del suo antico padrone, il castello è diventato sede del Centro studi sui Capitani di Ventura.

    Mappa Castello di Alviano

  • Chiesa e Convento di S. Francesco – Montefalco: informazioni pratiche e mappa tematica

    Chiesa e Convento di S. Francesco – – 6036 Montefalco
    Tipo: Chiesa

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    Ubicata nel centro di Montefalco, nell’area compresa tra la vecchia cinta muraria e quella del 1328, in Via Ringhiera Umbra. La chiesa è stata edificata intorno al 1340 dai Frati Minori; in un periodo successivo, probabilmente tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, furono aggiunte sei cappella sul lato destro. Intorno al 1585 sul lato sinistro della chiesa venne aperta una cappella per interessamento del ministro provinciale dei Frati Minori, Clemente Bontadosi, con un imponente prospetto costituito da due colonne in stile corinzio, con architrave decorato con girali e timpano triangolare spezzato. Nel 1876 l’architetto Francesco Salvati da Montefalco realizzò il rivestimento della facciata ed aprì la bifora sovrastante il portale; ulteriori restauri eseguiti nel 1889, portarono la demolizione degli altari barocchi e la rifazione delle capriate del tetto. Nel 1863 la chiesa diventò proprietà del Comune di Montefalco e nel 1895 fu adibita a Pinacoteca; gli interventi di restauro eseguiti alla fine del XX secolo hanno consentito la riapertura del Museo al pubblico. La facciata, rivestita in blocchi di pietra chiara, è sagomata a capanna e delimitata da due lesene; al centro si apre un portale ad arco acuto delimitato da due lesene che, poste su un alto basamento e coronate da capitelli con rosoncini, sono unite da una trabeazione di impronta classica con triglifi e metope, a sostegno di un timpano triangolare.Nella zona superiore è una bifora aperta nel 1876. L’interno si presenta con impianto a navata unica terminante con un’abside poligonale e due cappelle quadrate; sul lato destro si aprono sei cappelle intercomunicanti ed una sul lato sinistro. La copertura della nave è a capriate lignee, mentre le cappelle sono coperte con volta a crociera e l’abside ha cupola unghiata. La cupola della zona absidale è rinforzata da costoloni che terminano su peducci decorati con volti femminili, un volto di vescovo, un volto di frate, l’aquila e il leone; sulla parete centrale si apre una grande bifora a doppio ordine che dona luminosità all’ambiente. Anche le volte delle cappelle sono costolonate, ed i peducci dei costoloni hanno motivi fogliacei. Nella navata destra, nella prima campata, è la cappella di San Girolamo, affrescata tra il 1450 e il 1452 da Benozzo Gozzoli. Si tratta del primo grande ciclo di affreschi eseguiti autonomamente dal pittore fiorentino, allora trentenne, il quale per anni era stato collaboratore di Beato Angelico. Nella parete maggiore è un finto polittico raffigurante la Madonna col Bambino circondata dai Santi Antonio da Padova, Girolamo, Giovanni Battista e Ludovico da Tolosa; sopra Crocifissione e Santi e due episodi della vita di San Girolamo; nella volta i quattro Evangelisti e altre scene frammentarie della vita del Santo. Nel sottarco, Cristo benedicente e Angeli, San Bernardino da Siena, Santa Cenerina d’Alessandria, San Girolamo nel deserto e San Sebastiano. Nella seconda campata è la cappella di San Bernardino con affreschi di Jacopo Vincioli (1461). Sotto la terza campata è la cappella del Crocifisso che conserva un Crocifisso sagomato con la Vergine e San Giovanni Evangelista ai lati, e San Francesco ai piedi del Cristo opera del Maestro Espressionista di Santa Chiara. La quarta campata conserva la cappella dedicata all’Assunta con affreschi di Giovanni di Corraduccio e bottega. La quinta campata ha la cappella dedicata a Sant’Antonio Abate sempre con affreschi di Giovanni di Corraduccio e bottega e una tavola di Tiberio d’Assisi raffigurante la Madonna del Soccorso (1510). Dalla sesta campata attraverso una porta lignea realizzata nel 1610 si accede alla cappella dell’Annunciazione con affreschi di Giovanni di Corraduccio e bottega. L’abside destra conserva affreschi del Maestro dell’Abside di Montefalco; l’abside centrale poligonale è affrescata con Storie di San Francesco da Benozzo Gozzoli nel 1452. Nel sottarco sono San Francesco e i dodici Apostoli entra tondi, nella volta la gloria di San Francesco e i Santi Antonio da Padova, Chiara, Bernardino da Siena, Elisabetta di Ungheria e Ludovico da Tolosa. Alle pareti partendo dal basso a sinistra sono le storie della vita di San Francesco. Da notare poi in controfacciata, a destra del portale principale, la nicchia affrescata dal Perugino (1503) con la Natività sormontata da Annunciazione e Eterno Benedicente.

    Mappa Chiesa e Convento di S. Francesco

  • Archivio comunale di Paciano – Paciano: informazioni pratiche e mappa tematica

    Archivio comunale di Paciano – – 6060 Paciano
    Tipo: Archivio

    Apertura:

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    E-mail:

    Il Comune di Paciano ha conservato le carte da lui prodotte e quelle dei fondi delle opere pie, tranne quello dell’Opera Rossini, da tempo immemorabile nei locali del Palazzo comunale, esattamente “in un piccolo deposito idoneo contiguo alla sala consiliare” [1]; in seguito ha trasferito la totalità delle carte relative agli enti assistenziali di beneficenza operanti nel territorio comunale in un edificio di proprietà sito in via Nicola Danzetta 40 dove un tempo aveva sede la Camera del Lavoro. I lavori di ristrutturazione dell’attuale sede dell’archivio storico comunale hanno avuto inizio negli anni 1979-1980 e il trasferimento delle carte è avvenuto intorno al 1988 in occasione del riordinamento dell’archivio storico comunale, come ricordato nell’introduzione dell’inventario redatto a cura della cooperativa “Archivio – Civiltà”. Storia a parte ha avuto il fondo dell’Opera pia Tenente Rossini che è stato conservato nei locali del Palazzo Rossini fino all’acquisizione dell’edificio da parte del comune (effettuata intorno al 1979- 1980) e ai lavori di ristrutturazione avvenuti nel 1982; in quest’ultima occasione le carte del fondo furono trasferite anch’esse in municipio dove sono rimaste fino al 2006 quando furono traslocate nell’attuale sede di via Danzetta.
    Nessuna notizia certa si ha su eventuali incendi o dispersioni importanti avvenute nel corso degli anni a danno dell’archivio; vi sono stati solo episodi di infriltrazione di acqua i cui danni sono stati riscontrati infatti anche su alcuni documenti.

    Mappa Archivio comunale di Paciano

  • Archeologia arborea – Città di Castello: informazioni pratiche e mappa tematica

    Archeologia arborea – Vocabolo San Lorenzo, località Lerchi – 6012 Città di Castello
    Tipo: Museo

    Apertura:

    Tel: 335 6128439 – Fax:

    E-mail: archeo.arb@libero.it

    Con lo scopo della salvaguardia di alcune varietà di piante ed ecotipi della zona, nel corso di alcuni anni è stata costituita, nella piccola azienda agricola privata a San Lorenzo di Lerchi, Città di Castello, una ricca collezione di piante coltivate con i sistemi tradizionali del luogo e inserite in un paesaggio agricolo di grande bellezza e suggestione.

    http://www.archeologiaarborea.org

    Mappa Archeologia arborea

  • Ecomuseo del Tevere – : informazioni pratiche e mappa tematica

    Ecomuseo del Tevere – Via Tagliamento, 50 – Perugia –
    Tipo: Ecomuseo

    Apertura:

    Tel: 334 5347998 – Fax:

    E-mail: ecomuseodeltevere@gmail.com

    L’Ecomuseo del Tevere copre un territorio di quasi trecento chilometri quadrati esteso tra Perugia e i comuni limitrofi di Umbertide e Torgiano, lungo il percorso del Tevere e dei suoi affluenti.
    Si tratta di un vero e proprio progetto di sviluppo socioculturale, economico e turistico, teso a realizzare un dinamico laboratorio territoriale ove particolare rilevanza assumono le tradizioni, i vecchi mestieri, le risorse territoriali e culturali conosciute o abbandonate.
    Sei sono le aree di studio individuate; per ognuna di queste sono state create mappe culturali che censiscono le risorse ambientali, paesaggistiche, storiche, artistiche, archeologiche, architettoniche, antropologiche ed economiche e individuati percorsi pedonali e paesaggistici di valorizzazione, recupero e salvaguardia del territorio.
    I progetti più rilevanti delle diverse aree sono:
    Area 1 (Umbertide) “Il sentiero dei vecchi mulini ad acqua” e il progetto” i giochi al fiume”.
    Area 2 (Parlesca – Solfagnano – Rancolfo – La Bruna – Civitella Bertazzone – Morleschio) la” Riscoperta del mestiere del Barcaiolo”, con visita ai luoghi di attracco.”
    Area 3 (Ponte Pattoli – Montelabate Ramazzano – Villa Pitlgnano – Ponte Felcino”) Bosco Didattico”, un progetto di valorizzazione ambientale dedicato alla conoscenza del mondo vegetale e “Intrecciamo i fili, “un progetto di valorizzazione di archeologia industriale dell’Ex lanificio.
    Area 4 (Civitella d’Arna – Ripa – Pianello – Colombella – Piccione – Fratticìola S. – Sant’Egidio) insieme ad Area 6 (San Martino in Campo – San Martino in Colle – Santa Maria Rossa – Sant’Andrea d’Agliano) “Percorso sulle orme dei banditi e briganti” con escursioni e animazione teatrali e il percorso “Dal fiume alla collina tra ex minire e dipinti” alla scoperta dei monumenti del territorio.
    Area 5 (Perugia – Pretola – P. Valleceppi – Parco Santa Margherita – Ponte San Giovanni – Collestrada) “La raccolta di legna sul fiume Tevere praticata dagli uncinatori” , il percorso “Sentiero delle lavandaie” e le attività legate alla “Brigata Pretolana”, gruppo di canto popolare di tradizione orale.
    Area 2, insieme ad Area 5, progetti dedicati ai mestieri scomparsi e dimenticati.

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