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COSENZA

panorama di cosenza


Capoluogo di provincia calabrese situato su sette colli nella Valle dei Crati, alla confluenza con il fiume Busento, tra i monti della Sila e la Catena Costiera, che degrada verso il Mar Tirreno; conta 70.000 abitanti.
La città di Cosenza, già in epoca romana sulla Via Popilia, fu considerata la capitale culturale della Calabria già dal XVI secolo e ha uno dei centri urbani medievali meglio conservati in Italia, con i suoi labirinti di strade strette.
L'Università dell'Accademia Cosentina, la più grande della regione, è stata di notevole importanza per molti secoli e diede alla città il soprannome di "Atene calabrese".

ATTRAZIONI TURISTICHE di COSENZA
duomo di cosenza
Duomo o Cattedrale di S. Maria Assunta: si trova in Piazza Duomo sul pendio di Colle Pancrazio, nel centro storico.
L'edificio fu ricostruito dopo la distruzione di una chiesa più antica dal devastante terremoto del 1184 e fu riconsacrato nel 1222 dal cardinale Nicola de Chiaromonte alla presenza dell'imperatore Federico II di Hohenstauffen.
All'interno della basilica su base a croce latina a tre navate suddivise da pilastri, nella prima cappella laterale "Cappella del Pilerio", è visibile l'icona della Madonna del Pilerio, patrona della città di Cosenza.
Nel transetto sinistro vi è la tomba di Isabella d'Aragona, sul bassorilievo sono rappresentati il Re Filippo III di Aragona e sua moglie al cospetto della Vergine.
Le spoglie mortali di Enrico VII di Hohenstauffen, che morì a Cosenza nel 1271, sono sepolte nel sarcofago di pietra di epoca ellenistica nel transetto destro.
Al museo fu donata una camera mortuaria prestata da Federico II e un reliquiario cruciforme con una reliquia della Santa Croce.
Nel 2011 è stata inserito nella lista dei siti del patrimonio culturale mondiale dell'UNESCO.

  • Chiesa San Francesco d'Assisi: risale al 1217; l'edificio e il convento dei Minoriti Francescani sono stati recentemente restaurati. Eccezionale è la mummia di Francesco di Castrovillari in una bara di vetro, conservata in una cappella laterale.

castello svevo a cosenza
Castello Svevo: noto anche come castello di Hohenstaufen, sorge sul Colle Pancrazio ed è stato a lungo considerato il simbolo della città calabrese. Nonostante il suo nome, fu costruita dai pirati saraceni sulle rovine dell'antica fortezza di Rocca Brutia intorno all'anno mille.
All'inizio del XII secolo la struttura fu rafforzata per ordine del sovrano normanno Ruggiero II, ma ciò non lo salvò dal terribile terremoto del 1184.
Il castello fu distrutto e ricostruito solo nel 1239, per ordine dell'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II, quando vi fu annessa una torre ottagonale.
Il castello aveva la forma di un rettangolo con diversi piani e torri negli angoli: due quadrate e due poligonali. Secondo la leggenda, il potente e assetato di potere Federico imprigionò il proprio figlio Henry proprio nel Castello Svevo.
Nel 1433 il castello fu trasformato da fortezza militare nella residenza aristocratica di Luigi III d'Angiò e sua moglie Margherita, figlia del re Savoia Amedeo VIII. Ma nonostante ciò, all'inizio del XVI secolo, Castello Svevo rimase uno dei forti militari più importanti della Calabria meridionale. Intorno al 1540 ospitò un'armeria e poco più tardi una prigione.
Nel 1630 iniziò un lungo periodo di declino, quando, a seguito di diversi terremoti, furono distrutti i piani superiori, le balaustre e le torri.
Solo verso la metà del XVIII secolo l'edificio fu trasferito all'Arcivescovo di Cosenza per ospitare un seminario e all'inizio del XIX secolo fu restaurato. Oggi, tutte le tracce della struttura saracena originale si sono perse.
Nel cortile si possono vedere tracce di ricostruzione intraprese dai Borboni nel XIX secolo che trasformarono il castello in una prigione. L'ampio corridoio è decorato con lo stemma di famiglia della dinastia degli Angiò raffigurante il giglio araldico.
Dall'ultimo piano del castello, che porta alla scalinata del XVII secolo, si può ammirare il panorama di Cosenza e della Valle del Crati.

  • Museo dei Brettii e degli Enotri
  • Palazzo della Prefettura
  • Palazzo Vaccaro: noto anche come Casa Sambiase.

COME ARRIVARE a COSENZA
AEREO
L'aeroporto internazionale più vicino è quello dI Lamezia Terme.

TRENO
La Stazione Centrale di Cosenza delle Ferrovie dello Stato sono leggermente al di fuori della linea principale nord-sud Napoli-Reggio Calabria.
I treni Intercity e il treno espresso "Frecciargento" Napoli - Reggio si fermano a Paola sulla costa tirrenica.
Cosenza può anche essere raggiunta con i treni di Trenitalia da Taranto via Sibari lungo la costa ionica.
Accanto alla stazione centrale il capolinea della tratta a scartamento ridotto della Ferrovia della Calabria, che si snoda tra le colline montuose della Sila sud-occidentale e Cosenza e si collega con Catanzaro e Catanzaro-Lido.

AUTOBUS
Cosenza è raggiungibile da numerose compagnie di pullman a lunga percorrenza provenienti dalle metropoli dell'Italia settentrionale, da Roma e Napoli, oltre che dalle città della Calabria. Gli autobus della Ferrovia della Calabria raggiungono diversi luoghi della regione.

AUTO-MOTO
Dopo la fine dell'autostrada a pedaggio A1 a Salerno prendere la A3 attraverso la Campania e la Basilicata. Dalla piana di Sibari si passa senza problemi a Cosenza. Il csello di Cosenza Sud è il più vicino al centro storico.
Dopo Cosenza l'autostrada risale verso le montagne e conduce a Lamezia Terme e Reggio Calabria.
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